Campo Vallemaggia - un paesaggio da vivere a piedi

Situato in cima alla Val Rovana e protetto da una corona di montagne, Campo Vallemaggia è il luogo ideale per staccare la spina e rigenerarsi nella natura. Dalle frazioni di Niva, Piano, Campo e Cimalmotto, accessibili in AutoPostale in un’ora e trenta da Ascona e Locarno, si sviluppa una fitta rete di sentieri che invita ad incamminarsi attraverso verdi pascoli e boschi ben curati alla scoperta di nuclei di case in pietra e paesaggi rocciosi ricchi di testimonianze di cultura alpestre sud-alpina.

Al visitatore attento il paesaggio di Campo Vallemaggia rivela immediatamente i suoi tratti caratteristici. In primo luogo, la fitta rete di sentieri, punteggiata da piccoli edifici rurali realizzati in pietra, riflette l’intenso sfruttamento di ogni angolo di territorio da parte della comunità locale dedita ad un’economia di sussistenza. Un patrimonio che, con l’arrivo della modernità e il conseguente esodo demografico verso i centri urbani, ha rischiato di scomparire per sempre. Numerosi edifici rurali, superfici prative, terrazzamenti e carraie invasi dalla vegetazione e fagocitati dal bosco mantengono viva la memoria di un passato che appare lontanissimo.

In questo contesto rurale e montano appare stupefacente la presenza di eleganti case signorili e raffinati edifici religiosi. Infatti, il paesaggio di Campo Vallemaggia narra anche dello spirito imprenditoriale che animava i Campesi e di una profonda fede religiosa che dava conforto e speranza nel quotidiano. Spinta dalla pressione demografica e dalla necessità di trovare nuove fonti di sostentamento, la comunità locale fu per secoli interessata da fenomeni migratori, dapprima stagionali e poi sempre più definitivi. Il successo di imprese mercantili all’estero, unite al forte attaccamento al paese natìo di alcuni nuclei famigliari, portò alla costruzione di raffinate architetture che già all’epoca destavano ammirazione ed ancor’oggi conservano un grande fascino.

A rendere unica la storia di Campo Vallemaggia fu però la frana che a partire da metà Ottocento mise a dura prova la comunità locale. Innescata dall’esteso disboscamento e dal trasporto del legname attraverso il sistema di flottazione a metà Ottocento che aveva eroso lo zoccolo del pendio dell’altipiano, con i suoi 150 milioni di metri cubi di materiale in movimento fu per anni tra i principali fenomeni geologici d’Europa. Ci vollero quasi 150 anni di sopralluoghi, verifiche, approfondimenti, perizie e proposte per portare a concretizzazione, nel 1992, un intervento ingegneristico di memorabile portata. Oggigiorno Campo e Cimalmotto mostrano evidenti i segni del fenomeno erosivo che nella sua secolare azione ha inghiottito intere frazioni: basti pensare che in poco più di un secolo la chiesa di Campo ha subito uno spostamento di 31 m in orizzontale e 7 m in verticale, deformando la costruzione e procurando danni ad arredo e decori, oppure percorrere le scale inclinate dello stabile patriziale di Campo.

Campo Vallemaggia è un piccolo mondo da scoprire, sia in estate con gli scarponi ai piedi o sui pedali che d’inverno con le ciaspole o le pelli di foca. Per farlo occorre tempo, una buona gamba aiuta ma soprattutto non può mancare la curiosità di approfondire la nostra cultura immersi nella natura alpina.